Alice e Delitto & Castigo

In questo torrido agosto sono incappata in due classici della letteratura, tra loro fin troppo diversi. Un po’ mi scoccia metterli accanto, perchè tra i due non c’è proprio paragone, ma così devo fare.

559d8004262b5dc0ee93b25735590d3e_medium.jpgIl primo classico è “Alice nel Paese delle Meraviglie” di Carrol. Da tanto tempo avevo voglia di leggere questo inno alla fantasia. Ma alla fine si è rivelato una totale delusione. Mi ci sono volute 3 interminabili settimane per leggere 200 pagine scarse. Ho trovato il libro scritto non proprio benissimo, una lista della spesa delle avventure di Alice, senza mai soffermarsi sui personaggi, su una descrizione. Solo una successione di eventi, assolutamente privi di senso, di un umorismo molto discutibile. Mi rendo conto che rendere in italiano i numerosi giochi di parole che sono presenti nel testo in inglese non sia un compito facile. Ma non si tratta solo di questo. E’ anche una questione di personaggi, di eventi, che mancano assolutamente di logica. Forse sono io che non sono riuscita a capirlo.. ma credo che anche la fantasia abbia bisogno di una certa logicità, per essere apprezzata. Mi congratulo ad ogni modo con tutti quegli autori teatrali e cinematografici (attendo impaziente di Alice di Tim Burton, che dovrebbe uscire a marzo) che sono riusciti a tirare fuori qualcosa di buono da questo romanzo un po’ insignificante.

9788806177065g.jpgDemoralizzata per questa lettura, avevo bisogno di un Vero Scrittore, uno di quelli che non ti riesce a staccare dalle sue pagine e che ti riempie l’animo da quanto è scritto bene. Ed è così che ho tirato fuori dalla libreria una vecchia edizione di “Delitto e Castigo” di Dostojevski, che ancora non avevo mai letto. Ecco, questo sì, che è stato un bel libro davvero. La storia di un giovane studente che vive a San Pietroburgo in condizioni di estrema miseria, un giovane scontroso, con pochi amici, che per trovare un senso alla sua vita, elabora l’idea di essere un superuomo e per questo con diritto di uccidere pur di realizzare l’elevata carriera che l’aspetta. C’è in sottofondo questa idea, che se il fine è buono, come lo è stato per Napoleone, è giustificato anche far scorrere del sangue. E così con un’accetta uccide la vecchia usuraia e la sua sfortunata sorella capitata sul luogo del delitto per caso. E successivamente il libro è incentrato unicamente sui suoi sensi di colpa, che gli provocano febbri deliranti e allucinazioni. In realtà il protagonista non si pente mai del delitto commesso come atto in sè stesso, in quanto fino alla fine è convinto di aver ucciso un “pidocchio della società”, ma ciò che lo fa stare veramente male è il comprendere che non è affatto un superuomo, che quello che credeva un abbattere un ostacolo per favorire la sua carriera si è rivelato un fallimento. Un libro davvero bellissimo, un viaggio nella coscienza di un uomo, davvero molto avvincente.

Mi chiedo chi è che ha detto che i romanzi russi sono dei mattoni insostenibili…

Alice e Delitto & Castigoultima modifica: 2009-08-30T11:21:00+00:00da sissiblues
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